Il 20 marzo 2016, durante il settimo convegno nazionale di AssoCounseling, è stata licenziata la Carta di Assago, un documento frutto del lavoro di molti colleghi italiani e stranieri afferenti a varie associazioni di categoria.
Il documento ha preso il nome dalla città in cui si è svolto il convegno, Assago. Questa Carta rappresenta un contributo storico alla definizione della nostra professione ed è solo l’inizio (un punto di partenza, lo abbiamo chiamato) di un percorso più ampio: i tavoli tematici.
La “Carta di Assago”
20 marzo 2016
Il / La counselor…
- è un catalizzatore del cambiamento individuale e sociale che crea valore
- coltiva costantemente in sé curiosità, fiducia e responsabilità
- pratica un’epistemologia umile ed evita l’autoreferenzialità
- pratica un ascolto trasformativo della storia personale del cliente
- sa ascoltare le storie normali senza considerare l’altro come sbagliato
- crea ponti con le altre professioni per una sostenibilità più ampia del sistema sociale
- è in grado di comprendere e agire nella contemporaneità e nella multiculturalità
- è in grado di utilizzare le tecniche adeguate in relazione al contesto e di rispettare la centralità del cliente
- ha fiducia nel potenziale evolutivo dell’essere umano e ne agevola l’espressione
- realizza il suo percorso formativo in un equilibrio costante tra teoria, ricerca e pratica esperienziale lungo tutto l’arco della sua vita professionale
- utilizza tecniche fondate su una prospettiva evolutiva e di apprendimento finalizzate alla realizzazione del progetto di vita del cliente
- è in grado di personalizzare e adattare in modo creativo le tecniche di counseling in modo congruente rispetto a sé e al contesto in cui opera
La “Carta di Assago”
Un punto di partenza